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Scritto da knidè    Mercoledì, 04 Aprile 2012 15:01
L'Aquilone e le sue fasi

Come costruire un’aquilone:
Introduzione: La storia ci racconta che l’origine degli aquiloni risale a circa duemila anni fa. La loro origine è cinese ed erano denominati “Falchi di carta”. Il materiale di costruzione, di facile reperibilità,  come carta, canne e filo di canapa, ha determinato uno straordinario sviluppo attraverso millenni di storia.
Oggi, a causa dell’urbanizzazione dilagante, gli spazi per il volo degli aquiloni sono sempre più limitati, i luoghi preposti scarseggiano, e i bambini sono sempre più interessati a videogiochi e tecnologia, involontari protagonisti della scomparsa di una forma di divertimento tradizionale.

Alcune strutture scolastiche, così come ha già fatto la nostra scuola “Don Felice Pisano”, tendono oggi al ripristino della manualità, dove l’istituzione di ore di insegnamento di metodi e oggettistica popolare  contribuisce alla riscoperta dell’aquilone. A Castiglione, da una breve ricerca, risulta che la massima popolarità della costruzione dell’aquilone, si sia avuta dagli anni 70 fino agli anni 80. Lo sviluppo edilizio dava la possibilità di reperire gratuitamente e facilmente la carta necessaria proveniente dai sacchetti contenenti il cemento. Non era raro vedere in quegli anni, gruppo di ragazzini davanti ai cantieri, pronti a recuperare il sacchetto appena svuotato. Questi erano pronti a fare piccole commissioni ai lavoratori i quali  gli garantivano un sacchetto correttamente aperto. Per i bambini trovare, integra l’aquila, marchio del cementificio, era   motivo di grande gioia, rappresentavano al meglio il Falco di carta
La dedizione e l’impegno, consente di realizzare, partendo da mezzi irrisori e materiali di uso comune, oggetti di notevole pregio.
Attrezzi
La prima cosa da fare è procurarsi un certo numero di attrezzi: pochi e semplicissimi in realtà perché i principali attrezzi del costruttore di aquiloni sono le sue mani. Ecco comunque di cosa si avrà bisogno per poter cominciare.
1. due  fogli di carta da imballo, comunemente in vendita  delle dimensione 70 x 100 cm;
2. una canna del diametro di circa 2 cm, per una lunghezza di circa 1.30;
3. un gomitolo di spago di canapa
4. un comune coltello da cucina, con lama liscia;
5. un paio di forbici, con punte arrotondate;
6. un tubetto di colla vinilica.
Costruzione:
Le istruzioni che seguono sono relative alla realizzazione di un’aquilone delle dimensioni 70 per 70 cm.
Si prende un foglio di carta (figura 1), si prende da vertice a vertice, fino ad ottenere un triangolo rettangolo.(Figura 2), Tagliare le parti in eccesso fino ad ottenere un quadrato.(figura 3) La figura geometrica ottenuta sarà la vela del nostro aquilone.
A questo punto si può mettere per un momento il foglio da parte e prendere la canna.
Essa si deve dividere in due listelli. Il procedimento per tagliare una canna in listelli  è il seguente. Usando il coltello, si taglia la canna innanzi tutto a metà, longitudinalmente, per tutta la sua lunghezza  partendo dall’estremo di diametro minore. La canna va tenuta con la mano sinistra leggermente inclinata verso l’alto, facendola passare sotto il gomito. Il coltello impugnato con la mano destra, viene inserito con la punta della lama rivolta verso l’alto e viene fatto avanzare imprimendogli a ogni tratto un breve movimento rotatorio in modo da divaricare il tratto di canna in cui è inserito. In questo modo la canna si suddivide praticamente da sola. Ricavati i due listelli si procede alla loro rifinitura , eliminando le parti in eccesso fino ad ottenere due listelli della larghezza di circa 1,5 cm.
Si prende la vela e si appoggia per terra o su un  piano. Si prende un listello e si rifinisce per la posa sulla vela facendo in modo che la parte superiore sia leggermente piu stretta di quella inferiore posizionandola successivamente tra i vertici, come da figura 4. Si misura in modo che sia perfettamente uguale alla diagonale della vela, si tagliano le parti in eccesso e si incolla alle estremità utilizzando delle strisce di carta della larghezza di 4/5 cm per una lunghezza di 7/8 cm.
La seconda parte prevede la costruzione di un’arco utilizzando   il secondo listello e  un filo di spago della lunghezza di circa un metro e mezzo.  Si curva il listello, legandolo alle estremità, fino ad ottenere un perfetto arco le cui  dimensioni  devono coincidere con i vertici  laterali  della vela. Dare la massima curvatura facendo attenzione che l’arco sia essere sempre contenuto all’interno della vela. Posizionarlo, come da figura 5 e incollarlo sia elle estremità che al centro in corrispondenza con l’incontro del primo listello.
Siamo oramai arrivati a un buon punto e mancano  solamente piccoli dettagli determinati per farlo volare.
Per prima cosa dobbiamo determinare  il “CENTRO” indispensabile per la sua stabilità di volo. Si taglia un pezzo di filo della misura di circa un metro e cinquanta/sessanta. Si fanno due buchi all’estremità superiore e due al centro dell’aquilone, in corrispondenza del filo che tiene l’arco,  laterali  alla canna verticale. (figura 6) .
Prendere il filo precedentemente tagliato, infilarlo  dalla parte inferiore e farlo passare intorno alla canna attraverso il secondo buco. A questo punto fare un nodo doppio ben stretto.  Ripetere l’operazione, con la stessa modalità, ai buchi fatti al centro facendolo passare anche intorno al filo che tiene teso l’arco in modo da tenerlo fermo.
Ci ritroviamo a questo punto ad avere il filo legato a due estremità. Fare un nodo in modo da creare un’occhiello. Il nodo,  tirato da entrambi i lati, deve andare  a coincidere esattamente  con le legature precedentemente fatte.
Siamo giunti quasi alla fine e bisogna capire, già da fermo,  se il nostro aquilone abbia tutte le caratteristiche per volare. Dobbiamo quindi, proprio come per un’aereo,  controllare che sia perfettamente bilanciato. La cosa è semplicissima: Rovesciamo l’aquilone  e teniamolo sospeso con un solo dito infilato all’occhiello (figura 7). Naturalmente questa operazione deve essere fatta dove non ci sia vento e controllare, proprio come una bilancia,  se pende da qualche parte. Nel caso  penda da una parte,  cosa normalissima, bisogna portarlo in equilibrio. Ci sono due diverse soluzioni tecniche. La prima rifilare con il coltello la canna dell’arco, sul lato dove il peso risulta maggiore. La seconda  attaccare con la colla pezzi di carta  sul lato  dove il peso risulta inferiore. In tutti i modi cercare di portare l’aquilone in perfetto equilibrio usando i metodi descritti.
Finita questa operazione, preparate la coda utilizzando la parte restante del primo foglio e il secondo foglio facendo delle striscie di circa 6/7 cm e incollatele alla estremita.  La lunghezza decidetela voi, comunque non inferiore ai cinque metri. Maggiore lunghezza equivale a maggiore stabilità.
Attaccare la coda all’estremità dell’aquilone (figura 8), legare il filo all’occhiello e  siete pronti per farlo volare.
Non abbiate fretta, non tutti i giorni sono adatti per far volare un’aquilone. Il tempo ideale è una leggerissima brezza, in quota troverà sempre del buon vento.
Una piccola raccomandazione. L’aquilone nuovo assomiglia ad un puledro non ancora domato che per la prima volta gli vengono messe le briglie e la sella. Sembra impazzito, il suo primo volo è sempre quello più pericoloso. Il nostro aquilone ha bisogno di prendere quelle rotondità, quella forma aerodinamica che nessun costruttore è in grado di dare, ma che le farà piano piano il vento.
Dopodichè buon divertimento.
Siccome questa Associazione, da sempre si batte per il ripristino e mantenimento delle tradizioni, si anticipa che sicuramente il gioco dell’aquilone sarà oggetto di gara alle Rioniadi 2011.

Fabrizio Contaldo