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Scritto da knidè    Giovedì, 05 Aprile 2012 12:06
L’Igroscopio

Un oggetto piuttosto particolare, una strana macchina che è servita, per molto tempo, in mani sapienti, per procurare l'acqua: si tratta di un igroscopio relativamente rudimentale, costituito da una minuscola chiesa al cui ingresso è appesa una statuina, che rappresenta la figura di San Cristoforo in abito monacale, sospesa al tetto tramite un nerbo di bue, il quale, ritraendosi o tendendosi a seconda dell'umidità presente nell'aria, imprime alla statua un movimento rotatorio. Sui tre lati del minuscolo ballatoio della chiesina si possono leggere delle indicazioni climatiche (“variabile”, “bello”, l'altra è quasi scomparsa, probabilmente “pioggia”) e, piegando in una direzione o nell'altra, la statuina può fornire indicazioni e un pronostico sull'eventuale sopraggiungere della pioggia.

Questo oggetto costituiva il misterioso armamentario di alcuni rabdomanti attivi in Puglia ancora alla fine dell'Ottocento, personaggi che attribuivano a se stessi l'appartenenza al gruppo dei cristoforini (erano chiamati fronne, cioè “foglie” del santo), legati a una mitica figura che aveva ottenuto da San Cristoforo il privilegio di poter intervenire a vantaggio dei contadini, chiedendo al santo di procurare la pioggia,  in caso di siccità, o di placare gli elementi di fronte a rovesci eccessivi e fuori stagione, e nell'individuazione del luogo più adatto a scavare un pozzo.
Abbiamo, quindi, un oggetto il cui funzionamento richiede un bagaglio elementare di conoscenze tecniche, ma il cui uso è estremamente complicato dall'apparato simbolico di cui è caricato, in un contesto rurale che, privo di sorgenti cospicue e permanenti, deve fare i conti costantemente con il problema dell'approvvigionamento dell'acqua. L'igrometro in questione veniva utilizzato in aperta campagna, alla presenza dei proprietari terrieri interessati, di domenica, dopo la prima messa del mattino a cui dovevano aver partecipato; il cristoforino sopraggiungeva con il suo oggetto magico che liberava con gesti solenni dalle pezze di lana in cui lo teneva avvolto; la statuina, volta verso il tempietto, mostrava la schiena ai presenti ed eccitava le loro richieste di girarsi; se non si muoveva, malgrado le preghiere e gli atti di umiliazione, evidentemente il santo non si sentiva molto motivato ad agire perché qualcuno tra loro non aveva la coscienza a posto.
Naturalmente, tutto questo discorso non ha senso se non ricordiamo i tratti salienti della agiografia di San Cristoforo, un ex soldato gigantesco convertitosi al cristianesimo, che visse solitario in riva a un fiume; aiutò un bambino, che si rivelò essere lo stesso Gesù, ad attraversarlo, con immane fatica, e sull'altra riva il suo bastone miracolosamente fiorì facendolo diventare un santo molto invocato dai contadini.
(con la preziosa collaborazione del nostro amico Prof. Imbriani)