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Scritto da Knidè    Sabato, 28 Aprile 2012 13:13
Biciclettata 2012

Pic-nic biciclettata 2012Biciclettata 2012Biciclettata e non solo.
Knidè ha voluto sperimentare qualcosa di nuovo, un modo per costringere tutti noi a stare insieme, a condividere un pasto, a ridere delle battute fatte, ad ascoltare musica fino a tardi.
Detto fatto! La biciclettata di quest’anno rimarrà nei ricordi più cari di ognuno di noi, bambini compresi.
Ore 8 della mattina: si sente in lontananza la voce di Antonio Giorgiani invitare i più pigri a svegliarsi, a recarsi in piazza per la partenza prevista per le 8,30. Quella voce raggiunge tutti noi, molti dei quali ancora a letto a rigirarsi dall’altra parte e a dire a voce bassa “…ancora 5 minuti”, cinque che diventano dieci, fino a quando la stessa voce non si fa risentire.

Ed ecco, giù dal letto nel modo meno dolce possibile. Tuta, scarpe da ginnastica, cappellino, bici appena messa a punto, e fuori a respirare aria pura in una giornata perfetta per una passeggiata per le campagne.
Si arriva in piazza, c’è già qualcuno. Mamme, papà con i figli al seguito, bande di ragazzini pronti a recuperare il posto in prima fila, quello dietro la macchina dove ci saranno i soliti “pigroni”: quello che parla sempre e cambia musica in continuazione, quella che scatta foto e propone pose imbarazzanti, quello che guida e qualche trasportato dell’ultimo minuto.
Siamo pronti, si parteeeeeeee! La prima salita, la discesa per via Italia, la risalita per le Pajare… e qui inizia il paesaggio: colori e profumi si susseguono. Papaveri, fiori gialli, coltivazioni di fave, passano sotto gli occhi di tutti. Il fiatone comincia a farsi corto, ma ciò che conta è essere presenti anche quest’anno.
Si passa per Andrano, per Diso , per Spongano dove, a sorpresa, si imbocca una stradina incantevole che costeggia la ferrovia e obbliga ognuno di noi a scendere e proseguire a piedi. E vai con le battute, con le foto, con i consigli a fare attenzione.
Finalmente si arriva in villa, l’ombelico del mondo di noi castiglionesi: ad attenderci polpette di patate, aperitivi, bibite fresche. Arrivano i tavoli sistemati ai bordi del parco, arrivano le sedie, i tegami di lasagne, i pezzetti di cavallo, i panini con il salame, il vino rosso, i finocchi, i dolci fatti in casa già tagliati a quadratini.
Si ride molto, ci si siede tutti vicini vicini, si consumano piatti cucinati da non si sa chi perché tutto è lì, alla portata di tutti, come se si fosse a casa della nonna, a proprio agio. Si ritrova il piacere di parlare con persone con le quali si era persa la voglia di parlare, per il tempo che manca, per le incomprensioni che costringono all’allontanamento, alla solitudine.
Intanto qualcuno mette su un po’ di musica, diciamo un po’… una musica che ci terrà compagnia fino a sera tardi. Il parco brulica di bambini sereni, liberi, felici di poter parlare ad alta voce come piace  a loro, di poter giocare e cadere senza farsi male.
Anche i grandi non sono da meno. Ce chi gioca a bocce, chi a pallavolo, chi fa la pennichella, chi chiacchera con gli amici.
Ma arriva il momento tanto atteso, e non solo dai bambini: la costruzione dell’aquilone. Vicino le aule sociali viene allestito un vero laboratorio all’aria aperta. Dieci, quindici quadrati di cartone poggiati per terra, un bambino e un adulto su ognuno: canne, spago, colla vinilica, orecchini, code… Fino al collaudo fatto al chiuso. Tutto è pronto per il decollo: bambini festanti scrivono i loro nomi sulle “Comete”, prendono la rincorsa con i capelli scompigliati dal vento, e suuuu……… Aquiloni imbizzarriti popolano il cielo di Castiglione e tutti noi costretti a tenere il naso in su, a riconoscere l’aquilone di Pierino, di Fabrizio, di Antonio, di Serena, di Francesco, di Chiara, di Maria Teresa, di Gabriele. E’ facile capire che gli aquiloni più alti sono quelli fatti dai maestri del rione Ajare: ed anche qui, in un gioco senza squadre, riappaiono loro, le amate rioniadi!
Ma ce n’è sempre qualcuno che non vola, un aquilone sul quale intervengono i fratelli Contaldo, tagliando di qua, incollando di là, un aquilone aiutato perfino dal vigile in servizio… Obiettivo: farlo librare! Si corre, si rischia di cadere, si suda, si impreca, ma niente da fare… Si arrotola lo spago e si accetta l’esito: “non tutte le ciambelle escono con il buco”.
Poca cosa se si pensa a ciò che una giornata di sole è riuscita a fare nel cuore di ognuno di noi. Ci ha regalato serenità, spensieratezza: un lusso in un momento critico com’è questo che stiamo vivendo, uno stato d’animo che vorremmo tenerci stretto a lungo, per riacquistare la voglia di vivere e la speranza in un futuro migliore, un futuro che tutti i bambini urlanti del 25 aprile 2012 meritano di avere. Un futuro che noi adulti speriamo, TUTTI UNITI, di costruire…
W knidè, W Castiglione!