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Scritto da knidè    Sabato, 07 Aprile 2012 14:54
Presentazione Libro: Senza Nulla in Cambio

don Felice, Castiglione e i Castiglionesi

Domenica 11 dicembre 2011 alle ore 18,30 nella Chiesa Matrice di S. Michele Arcangelo in Castiglione, l'associazione Knidè rappresentata da Rosario Mileti insieme al Consigliere delegato alla Cultura del Comune di Andrano Avv. Katia Botrugno, al Parroco di Castiglione don Donato Palma e all'autore Prof. Antonio Contaldo hanno presentato il libro SENZA NULLA IN CAMBIO.

Perché la presentazione di questo libro?
Perché Knidè è un associazione culturale che ha come scopo quello di ripristinare e mantenere le tradizioni, la cultura. Investire nel sociale, nella cultura e sul recupero della storia è stato, è e sarà, la loro mission. Parlare della presentazione di un libro per quelli della Knidè è doveroso. Un libro è storia è cultura è parte educativa. Un libro è sempre bello. Questo in particolare è un atto dovuto alla collettività. Questo libro rappresenta una parte della storia di Castiglione.

Appena si è presentata l’occasione, subito ci sono mobilitati, ci sono fatti prendere la mano, e con Antonio Contaldo hanno intrapreso un cammino. Nelle varie riunioni che si sono susseguite è sembrato di aver trovato uno scrigno dal quale uscivano fuori strane sensazioni, strane immaginazioni, vecchi ricordi, odori e profumazioni, di un passato non tanto lontano. Il sentir parlare, il sentir raccontare Antonio, fa partire, la persona che lo ascolta, con l’immaginazione, sembra quasi, come se quei momenti, quelle storie, quei luoghi che lui descrive, che lui racconta, tu li stia vivendo in quel preciso momento. Ti fai un film con tutti i personaggi che tu rivedi al momento. Come se tu fossi parte integrante del racconto.

Parte di questo libro sono delle piccole storie dei luoghi di Castiglione, vissute dai ragazzi e dai vagabondi dell’epoca. Sicuramente chi sta lontano da Castiglione, chi sta lontano dalla sua giovinezza, apprezza, gusta e sente meglio la necessità di ritornare sulla sua storia sul suo passato. È stato molto emozionante, per i ragazzi della Knidè, sentire parlare Antonio di Don Felice. Una figura rude ma allo stesso tempo dolce. Una figura in contrasto con metà della popolazione. Si perché, se da una parte, sopperiva a quelle che a l’epoca erano mancanze didattiche (lui, infatti, insegnava ai ragazzi durante il catechismo, la musica e il latino) dall’altra parte don Felice, spronando i ragazzi a studiare, li faceva uscire dalla campagna facendoli intraprendere una nuova attività: quella di musicista, di medico, ecc. Infatti da lui uscirono medici vedi dott. Marcello, musicisti come il nostro prof. Antonio, e così via. Riusciva a vedere nei ragazzi, il cosa avrebbero potuto fare da grande, ed in questo era profeta. Il problema che ne è nato è che per un ventennio le campagne di Castiglione si sono svuotate, hanno perso la manodopera la forza lavoro. Nonostante le forti ristrettezze economiche a cui stiamo andando in contro e nonostante le poche risorse economiche di cui riusciamo a disporre, grazie anche alla disponibilità e alla generosità di tante persone che da sempre si sono dimostrate, nei confronti di noi Castiglionesi, pronte a darci una mano senza mai chiedere nulla in cambio.

Knidè vorrebbe, a prescindere dalla rilevanza storica, ma di sicura rilevanza sentimentale, che questo libro così come altri che potrebbero nascere su di noi castiglionesi, sulla nostra storia, sulla nostra cultura e sulla nostra tradizione  siano a disposizione della collettività perché tutti possano godere delle bellezze e delle testimonianze del nostro passato. La cultura, secondo Knidè, è basata sul passato, non può esserci futuro se dimentichiamo il passato. Ve lo immaginate una persona senza cultura, senza bagaglio… dove potrà mai andare, dove potrà arrivare. La natura stessa dell’uomo induce a scoprire, a conoscere. E come sarebbe possibile se non ci fosse qualcuno che metta nero su bianco la nostra storia.