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Scritto da knidè    Giovedì, 05 Aprile 2012 11:55
Aniceta Botrugno (Naceta)

Botrugno Aniceta - Nonna NacetaPersonaggio 2010
100 anni per nonna Naceta (25 giugno 1910 – 25giugno 2010)

Oggi è un giorno di festa per tutti noi, la zia Naceta  compie 100 anni ed io non ho resistito al desiderio di fare delle riflessioni sulla sua vita . E’ stato molto difficile organizzare il pensiero con il cuore in tumulto per l’emozione e perciò chiedo scusa se le mie parole fluiranno in disordine, guidate  non sempre dalla lucida ragione ma dai ricordi offuscati e ingialliti anche dal tempo.
La zia Naceta ha già vissuto 100 anni e siamo sicuri che grazie all’amorevole assistenza di figli e nipoti  vivrà ancora per molto, la sua missione su questa terra non è ancora finita e secondo me la sua presenza sarà ancora più importante in futuro. Numerose famiglie fanno riferimento a lei e sono unite da lei come un nastro che stringe un mazzo di fiori.

Protagonista di una storia minore, la zia Naceta è testimone vivente della storia più grande di questa comunità e di questa nazione. Lei ha vissuto 100 dei 150 anni dell’unità d’Italia dando molto di personale per questa causa, e sicuramente forte sarebbe il suo dolore se solo avvertisse le rozze spinte secessioniste del nostro tempo.
La sua vita è stata profondamente segnata da due guerre mondiali. La prima le strappa subito il padre (tata Peppi) e lascia lei orfana di 5 anni con il fratello Cireneo di 3 e la sorella Agata (mia madre) di appena qualche mese. La nonna Celeste non ce la fa ad accudire tutti e affida la figlia più grande alle cure della zia. Le vicende della vita formano il carattere e la personalità della zia Naceta. Seria, silenziosa e instancabile lavoratrice. Considera un lusso da non concedersi  il ridere e quando lo fa si nasconde amorevolmente con la mano quasi a chiedere scusa a se stessa. Il movimento femminista deve ancora nascere e lei è già una donna emancipata, si fa rispettare da tutti non con le parole ma con la forza della sua moralità e della sua dedizione al lavoro. Appena giovinetta di 18 anni lei è già pronta a guidare una famiglia e sposa u zi Micheli. Il frutto di questo matrimonio sono: Pippino, Stefania, Achille, Rosita, Uccio, Brigida, Luigi e Anita, 8 figli a sesso perfettamente alterno quasi un segno premonitore della perfetta organizzazione biologica del suo organismo così longevo, immagino che la sua vita sia così lunga anche perché il Signore le permette di recuperare la breve vita di suo padre. Il faticoso impegno domestico profuso nella crescita dei figli non le ha certamente impedito di lavorare duramente nei campi e nei magazzini di tabacco adottando saggiamente la filosofia di Aristotele “non vivere per i soldi ma i soldi per vivere”, alla faccia del consumismo e del mito della ricchezza dei nostri giorni. Ricordo a questo proposito la sveltezza delle sue mani nello sprunare e nell’infilare il tabacco nelle campagne di Civita Castellana, Ortanova, Cerignola e Ginosa; la resistenza alla fatica nei magazzini di tabacco dei signorotti di Castiglione; la velocità delle sue dita, insensibili alle spine e al freddo dell’inverno, nel raccogliere le olive spesso piegata sul dolce fardello di una gravidanza; l’agilità del suo corpo nell’arrampicarsi sugli alberi per la raccolta dei fichi e la velocità dei suoi piedi nelle scampagnate a raccogliere foie reste preziosa, spesso unica, cena della famiglia.
Appena trentenne, già madre di 5 figli, la seconda guerra mondiale le toglie il marito per ben 7 anni di prigionia in Africa. Passato il periodo fascista, tutti i sogni di riscatto sociale per i contadini prospettati da Mussolini si infrangono in una guerra irrazionale cui le famiglie povere come quelle della zia Naceta rendono un pesante tributo in termini di vite umane e di nuova povertà.
In questi 7 anni senza il marito la zia Naceta lavora e lavora! e il suo viso perde per sempre l’inclinazione naturale al sorriso. Determinanti risultano in quei momenti la solidarietà fra le famiglie dei tre orfani Botrugno. Il ritorno traumatico dall’Africa di zio Micheli porta altri tre figli.
La vita continua, i ricordi si fanno più vicini, i cugini diventano tanti e la loggia della zia Naceta si fa sempre più grande come il grande camino rialzato che accoglie tutti nelle sere d’inverno con il quadarotto al ferro sempre appeso. La famiglia si allarga, la Pina, che adesso ti accudisce, apre la lunga fila di nipoti e pronipoti che oggi hai magicamente riunito da tutta Italia intorno a te, non ancora paghi del tuo insegnamento intriso di alto senso del dovere, altruismo, impegno e coraggio. AUGURI.
il nipote Luigi Moscatello