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Scritto da knidè    Giovedì, 05 Aprile 2012 11:51
Rizzo Chiara

(n. 24 febbraio 1910 – m. 20 novembre 2009)

Knidè per l’anno 2010 sceglie Chiara Rizzo, una donna d’altri tempi, una donna che impersonifica tutte le nonne, una donna dal volto dolce, i capelli d’argento, la voce tremula, un passato lungo 99 anni.
Sceglie una donna in un momento storico in cui forte è ancora il bisogno di parlare di Pari Opportunità, di spazi riservati alle donne in ambiti in cui c’è ancora l’esclusiva al maschile; di tutela delle donne contro la violenza tra le mura domestiche, della necessità di un contributo rosa alla vita sociale e politica del paese.
Chiara nasce una vita fa, precisamente il 24 febbraio 1910 e, scrivendo la sua data di nascita, si viene colti da stupore, sorpresa, curiosità per una donna che non ha certo goduto sempre di agi, di benessere, di diritti.

Fin da giovane in Chiara si fa spazio la voglia di collaborare in casa e subito impara a tessere al telaio, sotto la guida esperta della madre, “mescia tessitrice” ma, appena più grandicella, viene assunta dalla ditta dei F.lli Mellacqua, don Gaetano, don Nino e don Ciccio, e va a lavorare come “tabacchina” presso la vecchia manifattura situata al secondo piano di Palazzo Mellacqua. Qui, in compagnia di altre lavoratrici ed amiche, viene incaricata di selezionare le foglie di tabacco, manualmente, allietando le ore di lavoro con canti popolari o preghiere.
Nel 1946 va in sposa a Pantaleo Mastria, di professione “nachiro” e dall’unione nascono tre figli: Gina, Vincenzo e Antonio Rocco.
Alcuni anni più tardi, Chiara viene colpita da un ictus che le farà perdere definitivamente l’uso di un occhio; tuttavia non si dà per vinta, non si arrende e si aggrappa alla vita, decisa più che mai a viverla con entusiasmo, fiducia nel domani e soprattutto in grazia di Dio.
Molto devota e dedita alla preghiera quotidiana, fino a qualche tempo fa, recitava a memoria il Verbo di Dio ed una serie di altre preghiere di antica memoria.
Guardando Chiara si ha come l’impressione di trovarsi nudi di fronte alla vera forza, quella di una donna che ha vissuto, giorno dopo giorno, senza grandi pretese, curando senza stress alcuno lavoro, famiglia e casa.
Nonna e madre amatissima oggi, a 99 anni, si fa coccolare e proteggere dall’amore dei suoi cari, a cui ha sempre saputo regalare speranze, affetto, sorrisi ed abbracci incoraggianti. E,… viene spontaneo provare tenerezza per questa nonna tornata quasi bambina nel sorridere, nell’osservare e seguire i suoi cari con gli occhi che brillano di emozione.
Chiara è un pezzo di storia, della nostra storia: una donna che oggi vogliam festeggiare per essere stata semplicemente una brava mamma, una dolce nonna, una devota moglie, un’affettuosa figlia, una sincera e fidata amica, una maestra di vita. La ringraziamo per aver regalato sorrisi, accolto la gente, pronunciato parole buone, pregato per se stessa e soprattutto per gli altri. La festeggiamo e la stimiamo per non essersi persa d’animo, per aver percorso così tanta strada a piedi, piano piano, quasi in silenzio, con dolcezza.
Chiara non è un personaggio da calendario: non ha grandi meriti da sventolare, una vita appariscente né pubblica da appassionare. Chiara è una persona che ha fatto della semplicità il suo stile di vita, una vita serena, pulita, vissuta sotto spenti riflettori e questa è la sua vera vittoria: essere amata, stimata e da Knidè corteggiata per essere oggi la sua  musa, pronta ad incoraggiare le donne di oggi e ad ispirare quelle di domani!